Luca Spada, l'autista di ambulanze indagato a Forlì, avrebbe avuto rapporti, tutti da chiarire, con un socio di un'agenzia funebre.

Il dettaglio filtra dalle indagini di Procura e carabinieri che procedono nel silenzio, con il 27enne a piede libero e destinatario, a quanto si sa, di un avviso di garanzia ricevuto a novembre, con la pesante contestazione di omicidio volontario premeditato in relazione alle morti di almeno cinque anziani, trasportati mentre era in turno.

Accuse che in varie interviste il giovane, nel frattempo sospeso dalla Croce Rossa, ha respinto in modo deciso: "Sono pienamente innocente", ha ripetuto. Dagli accertamenti investigativi sono emerse le relazioni frequenti di Spada con l'impresario funebre. Alcune fonti hanno riferito di un vero e proprio rapporto lavorativo 'a chiamata' con una società. Ipotesi negata, però dall'agenzia in questione, la 'Onoranze funebri Romagna' di Meldola, paese di residenza di Spada: "È un amico di famiglia, lo conosciamo da quando era bambino", hanno detto, rispondendo al telefono all'ANSA, aggiungendo che non c'è alcun rapporto di lavoro. Intanto si stanno continuando a fare verifiche sui casi delle morti sospette collegate alla presenza in servizio di Spada alla guida dei mezzi di soccorso. Per il momento l'unica famiglia che ha nominato legali, gli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli, è quella di una 85enne deceduta il 25 novembre e su cui è stata disposta l'autopsia. Tra gli obiettivi dell'esame medico legale, verificare se la causa sia stata un'embolia. Ma altre persone si stanno iniziando a muovere.