"La mia è una battaglia disperata contro l'idea che siamo tutti destinati a scomparire.

Mi ostino a impedire al tempo di scorrere. E' pura follia". Robert Doisneau spiego così cosa si nascondeva dietro il suo modo pieno di poesia, ironico e leggero di guardare il mondo. Una lotta silenziosa per fermare in una immagine i piccoli momenti di felicità, la normalità della vita quotidiana delle portinaie, l'incoscienza beata dei bambini, i bistrot, la periferia di Parigi.

A dargli la notorietà planetaria fu lo scatto di un bacio, apparentemente rubato ma invece frutto di una precisa costruzione con due attori, còlti nella loro effusione tra i passanti davanti all'Hotel de Ville. Era il marzo 1950 e Doisneau doveva realizzare per la celebre rivista americana Life un reportage sugli innamorati raccontando la città che tornava a sorridere dopo la tragedia della guerra.

Quello scatto - divenuto davvero un simbolo della Ville Lumière - campeggia nel percorso della mostra che il Museo del Genio, a Roma, dedica al maestro della fotografia fino al 19 luglio grazie alla collaborazione fra Arthemisia e il ministero della Difesa, Esercito Italiano e Difesa Servizi. L'Atelier Robert Doisneau e Gabriele Accornero l'hanno curata selezionando 140 scatti del grande artista che ha raccontato la vita, le anime e le strade della capitale francese con brio e umanità. Il suo occhio si è posato, in particolare, sulle persone più umili e sconosciute, gli operai, le insegne e le vetrine dei piccoli negozi - descritti anche nella suggestiva sezione a colori -. Ma nella sua lunga carriera non mancò di ritrarre senza retorica gli ambienti mondani e i personaggi illustri della scena culturale e dello spettacolo, da Picasso a Giacometti, Cocteau, Braques, Prevert, Brigitte Bardot, Elsa Schiaparelli e Juliette Binoche, Simone de Beauvoir. Doisneau, osservano i curatori, ci trasporta ''in un meraviglioso universo fatto di piccoli istanti di felicità, momenti della vita che hanno dentro di sé l'eternità. Invita a osservare il mondo con occhi curiosi e sensibili, trovando bellezza anche nei gesti più semplici. Non cerca l' effetto, ma la verità di un momento. Nelle sue immagini prende forma il mondo come avrebbe voluto che fosse: più umano, più gentile, più attento agli altri''.