PADOVA - Un fotografo che dipingeva. E un pittore che fotografava, immortalando piccoli istanti nascondendosi, quasi spiando, spesso in strada dove cercava di fermare sulla pellicola attimi di sorpresa. Trascurava i ritratti sostenendo che "una finestra con gocce di pioggia è più interessante di un volto". Le immagini, poi, non le mostrava, ma le teneva per sé. Un antidivo visionario, dunque, che non faceva mistero della sua riluttanza perché spesso ribadiva: «Ho voluto realizzare la mia ambizione di non avere successo». Però, pur essendo stato per decenni nell'oscurità, alla fine suo malgrado è diventato un gigante della fotografia del Novecento grazie a quegli scatti emersi dopo la morte avvenuta nel 2005, rappresentativi del realismo fiabesco tipico del suo stile.
Saul Leiter, uno dei più raffinati maestri della fotografia del XX secolo, da ieri è protagonista della mostra "Una finestra punteggiata di gocce di pioggia" che s'inaugura oggi al Centro San Gaetano di Padova, dove rimarrà aperta fino al 25 gennaio. Il percorso espositivo propone 126 fotografie in bianco e nero, con stampe vintage e moderne, 40 a colori, 42 dipinti, 5 riviste dell'epoca e due filmati: uno all'inizio in cui la curatrice Anne Morin illustra la rassegna e una videointervista alla fine in cui il protagonista con ironia si racconta, narrando pure le difficoltà economiche con cui ha dovuto fare i conti, ripreso all'interno del suo studio tra quadri, foto e il suo gatto.






