La fuga dall’incubo è stata essa stessa un incubo. Come ricorda il Messaggero, all’aeroporto di Milano Malpensa ieri sera - martedì 3 marzo - non è atterrato solo un volo da Abu Dhabi, ma un pezzo d’Italia che non si arrende. Duecento studenti del progetto “Ambasciatori del futuro” di Wsc Italia, rimasti bloccati a Dubai, sono tornati a casa tra fiori stropicciati e lacrime trattenute male. “È finita”, gridano i ragazzi. E per una volta non è uno slogan. In volo hanno cantato l’inno di Mameli, tra applausi e incoscienza. A terra, genitori arrivati da ogni parte del Paese. “Sono stati giorni un po’ difficili, però eravamo sempre in collegamento”, racconta Mauro Celeghin. “Ci hanno rassicurato che i ragazzi stavano bene e al sicuro”.

Per quelli che sono tornati, ce ne sono tantissimi che, invece, sono ancora in giro per il mondo e hanno problemi a rientrare. E scatta anche l’allarme truffa per chi cerca di speculare su una situazione di pericolo. Il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani avverte: “È una situazione molto complessa, perché sono decine di migliaia nel mondo, circa 60.000, gli italiani che sono bloccati in altre parti del mondo, da Hong Kong, allo Sri Lanka, dall'India, alla Thailandia, alle Filippine, e le Seychelles. Tutte le nostre ambasciate, tutti i nostri consolati, sono mobilitati, per dare sostegno agli italiani. Faccio appello agli italiani a non togliere spazio agli altri se si cambia idea. Quando si prenota bisogna poi andare. E bisogna fare attenzione perché ci sono anche bagarini e finte notizie di vendita di biglietti, ci sono anche molte truffe in giro”.