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3 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 21:00
Tanta commozione, tra lacrime e abbracci, all’aeroporto di Milano Malpensa per il rientro dei 200 studenti italiani che erano rimasti bloccati a Dubai dopo l’attacco di Usa e Israele contro l’Iran e la risposta di Teheran contro i Paesi del Golfo. All’apertura delle porte, un lungo applauso ha accompagnato i primi ragazzi in uscita dall’area arrivi. Ad accoglierli c’erano genitori, amici e insegnanti visibilmente emozionati. “Adesso che sono qua e ho baciato mia mamma sto bene. Prima no, però adesso bene” ha detto Valerio. È stata dura soprattutto “il fatto di non sapere niente, non sapere quando tornavamo. Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile il nostro ritorno: lo Stato, gli Emirati, la WSC Italia. Siamo a casa”, ha aggiunto.
Il volo partito da Abu Dahbi è atterrato a Malpensa alle 19.25. “È un’esperienza che rimarrà indelebile perché, da ragazzo, mi sono trovato in un attimo, come mai avrei immaginato, in territorio di guerra“, racconta è Lucio, 17enne studente del liceo Sant’Anna di Torino, dopo essere sbarcato all’aeroporto di Malpensa. Anche lui faceva, come gli altri, si trovava a Dubai per un’attività extrascolastica organizzata da WSC Italia – World Student Connection Global Leaders, nell’ambito del progetto di simulazione delle assemblee Onu. “È stata un’esperienza molto forte“, aggiunge: “Ci siamo sempre fatti coraggio io e gli altri ragazzi, ma man mano che passava il tempo la preoccupazione aumentava perché sentivamo nel cielo il rombo degli aerei ed esplosioni“. “In diversi momenti della giornata e anche di notte arrivavano allarmi, sia con sms sui telefonini sia con le sirene dell’albergo. In quelle circostanze eravamo costretti a scendere nei seminterrati, trasformati in bunker. Ci avevano sistemati al piano terra dell’hotel per poter scendere più velocemente”, racconta ancora. Lucio ringrazia infine “il coordinatore scolastico per essersi subito attivato per il nostro rientro, i giornalisti per aver raccontato la nostra situazione e il governo che in pochi giorni ci ha riportato dalle nostre famiglie e dai compagni di classe. Domani saremo felici di riabbracciarli e raccontare la nostra avventura”.












