Sono ore di apprensione, di attesa, quelle che stanno trascorrendo i toscani bloccati in Medio Oriente sotto i bombardamenti. Stretti tra gli attacchi statunitensi e israeliani da una parte e dalla risposta iraniana dall’altra. Studenti, lavoratori e turisti che non possono partire a causa dell’escalation militare che ha causato la chiusura dello spazio aereo e la cancellazione di migliaia di voli in gran parte degli aeroporti. Tra coloro che sono rimasti a Beirut in attesa di avere il via libera per raggiungere l’aeroporto e tornare a casa anche 14 ragazzi dell'associazione fiorentina Opera per la gioventù Giorgio La Pira.
In Libano per un gemellaggio
«Siamo in attesa dell'evolversi della situazione ma al momento siamo al sicuro – dice Paolo Poggianti, giornalista di Radio Toscana, che si trova in Medio Oriente insieme a una missione dell'associazione fiorentina - siamo in contatto con le autorità italiane e con la console: ci è stato raccomandato di restare qui fino a che non ci dovremo spostare verso l'aeroporto domani». Il rapporto tra l’associazione fiorentina e i giovani libanesi va a vanti da tempo, per questo i ragazzi si trovavano a Beirut quando è cominciato l’attacco. «Siamo a Beirut con un gruppo di 14 ragazzi dell'Opera per la gioventù Giorgio La Pira insieme a don Filippo Meli, responsabile della pastorale giovanile della Diocesi di Firenze - spiega Poggianti - Nel corso degli anni abbiamo intessuto rapporti con diversi giovani libanesi che recentemente hanno partecipato a un campo internazionale al Villaggio La Vela a Castiglione della Pescaia. Siamo ospiti del monastero di Saint Joseph della Custodia di Terra Santa, dove siamo stati in questi giorni. Dovremmo ripartire domani mattina dall'aeroporto di Beirut con un volo per Roma. Per il momento risulta confermato - conclude - così come è confermata l'operatività dell'aeroporto che è a sud e quindi dovremo attraversare delle zone più pericolose della città».










