Nessuno aveva mai insegnato a Chiara e Francesca come agire in caso di una guerra. Perché "mai avremmo pensato di vivere una cosa simile". Eppure le due studentesse baresi si sono ritrovate bloccate a Dubai dopo gli attacchi israeliani e statunitensi all’Iran. Per la prima volta in vita loro hanno dovuto fare i conti con sirene, bunker e messaggi di allerta. Le due 17enni facevano parte del gruppo dei 190 studenti italiani bloccati negli Emirati Arabi: erano partite per un viaggio studio, e sarebbero dovute rientrare proprio il giorno in cui lo spazio aereo è stato chiuso. Oggi sono a casa, al sicuro: sono già tornate a scuola e alle loro vite, "ma con una consapevolezza completamente diversa".
Ragazze come state?
C: “Per fortuna bene. Siamo rimaste in contatto con i ragazzi con cui abbiamo fatto questa esperienza. Il rientro è stato traumatico perché ci siamo ritrovate in una situazione di panico. Siamo state fortunate e questo è l’importante”.
Quando avete capito ciò che stava succedendo?
F: “Durante la cerimonia di chiusura del progetto. Noi eravamo lì con un’associazione che organizza corsi per i giovani che vogliono intraprendere la carriera diplomatica: saremmo dovute partire all’una di notte, ma ci hanno avvisati della chiusura dello spazio aereo. All’inizio non avevamo ben capito la gravità della situazione”.












