TREVISO/DUBAI - «Da sabato un'escalation di esplosioni sopra le nostre teste. Ci hanno chiesto di preparare zaini di emergenza, al momento non siamo stati evacuati ma c'è preoccupazione. Si teme che gli hotel internazionali diventino target per le rappresaglie iraniane». Anna Chiara Sarto, cooperante nata a Mirano ma da sempre residente a Castelfranco scrive dalla stanza di un hotel di Dubai in una domenica da dimenticare. «Continuiamo a sentire forti rumori. Sono l'unica italiana in questo hotel». Esperta in diritto penale internazionale, diritti umani e protezione dei minori, 28 anni di età, ha collaborato con organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, Unicef e Intersos, è attualmente coordinatrice delle operazioni umanitarie per Protection4kids, con un focus sulla protezione dei diritti dei minori e delle vittime di violenze in contesti di emergenza. Si trova a Dubai dopo aver concluso una missione con Protection4kids di 10 giorni a Kathmandu investigando sulla tratta e lo sfruttamento sessuale commerciale.

«Da sabato pomeriggio si è iniziata ad avvertire una situazione di pericolo - racconta - abbiamo letto dai media degli attacchi in Iran. Si sentivano rumori forti, esplosioni e dopo la mezzanotte gli alert diffusi in arabo e in inglese invitavano le persone a recarsi verso i luoghi più sicuri. Purtroppo non abbiamo avuto indicazioni su quali fossero quindi mi sono messa in contatto con il Consolato». Il consiglio è stato quello di rimanere in hotel, evitare la vicinanza con le finestre e tenersi pronti a evacuare. «Non siamo ancora stati contattati dalla Farnesina, siamo in attesa cercando di mantenere la calma. Solo che stamattina (domenica) siamo stati fatti rientrare precipitosamente dal giardino per un'emergenza: abbiamo visto chiaramente che la contraerea stava abbattendo un missile». Una situazione difficile, nella quale l'indicazione fondamentale è capire quando verrà riaperto lo spazio aereo di Dubai. «Avrei dovuto trattenermi fino al 2 marzo ma ovviamente è saltato tutto».