Il settore automobilistico italiano chiude il 2025 con un volume di immatricolazioni pari a 1,526 milioni di unità, segnando una lieve flessione del 2,1% rispetto all'anno precedente. Il confronto con il periodo pre-pandemico evidenzia ancora un divario significativo, con un gap del 20,4% rispetto ai dati del 2019. Nonostante il calo dei volumi, il fatturato complessivo generato dalla vendita di vetture nuove è rimasto stabile a 46,5 miliardi di euro, sostenuto da un incremento del prezzo medio di vendita dell'1,4%. Parallelamente, l'Erario ha beneficiato di un gettito IVA pari a 8,39 miliardi di euro. Per il 2026, gli analisti prevedono una modesta ripresa dello 0,9%, che dovrebbe portare il mercato a quota 1,540 milioni di immatricolazioni, consolidando un livello di equilibrio triennale compreso tra 1,5 e 1,57 milioni di unità.
La transizione energetica e il confronto con l'Europa
Il 2025 ha segnato un traguardo simbolico per l'elettrificazione, con le auto ricaricabili che hanno raggiunto una quota di mercato del 12,8%, superando per la prima volta la soglia del 10%. In particolare, le vetture elettriche pure sono salite al 6,2% grazie alla spinta degli incentivi governativi, mentre le ibride plug-in hanno quasi raddoppiato la propria presenza arrivando al 6,6%. Questo spostamento ha permesso di ridurre le emissioni medie di CO2 a 112,0 g/Km. Tuttavia, l'Italia resta sensibilmente distaccata dai principali mercati europei: la quota nazionale del 12,8% di auto a bassissime emissioni appare esigua se confrontata con il 34,5% del Regno Unito, il 30% della Germania o il 26,7% della Francia.








