Roma – Nonostante la modesta crescita di dicembre, mese in cui si è registrato un balzo del +2,2% sull’anno prima, causa anche l’onda lunga degli incentivi per le auto elettriche, il 2025 chiude a quota 1.525.722 con un calo del 2,1% rispetto al 2024. I dati sono del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Un livello basso, non solo rispetto al 2019, anno pre-pandemia in cui si toccò quota 1.917.106, ma soprattutto rispetto a quota 2.494.115 toccata nel 2007, anno che ha preceduto la crisi prodotta dal fallimento di Lehman Brothers. Crisi che era in via di superamento prima della pandemia.
Cambio al vertice di Porsche, Leiters assume la guida
di Diego Longhin
02 Gennaio 2026
Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, il compito dell’Unione Europea “non può essere solo quello di rimediare parzialmente agli errori dettati dall’ideologia dell’elettrico. L’Unione Europea deve anche mettere a punto un piano serio e credibile per risarcire i danni che la sua politica ambientalistica ha prodotto”. Per Quagliano va “varato un piano per il rilancio dell’auto europea e per ridare un posto di lavoro agli operai e agli impiegati”.









