La psicologa dà un nome al problema di Giacomo, mobbing orizzontale, definendone sintomi e conseguenze
di Veronica Mazza
“Pensavo di aver raggiunto il lavoro dei miei sogni, ma non immaginavo che la mia felicità sarebbe durata così poco. Il mobbing orizzontale messo in atto dal mio collega Riccardo e da altri nostri colleghi stava lentamente erodendo la fiducia in me stesso, la sicurezza nelle mie competenze, e condannando la mia salute, sia fisica che mentale. Lasciare quell’azienda è stata la scelta più difficile, ma anche quella che mi ha salvato”. Giacomo L., 40 anni, web designer, racconta di aver lasciato a fatica il lavoro che aveva desiderato per anni: dopo aver lavorato a lungo in piccole società, era stato assunto in una grande agenzia di comunicazione di Milano. “Mi era sembrata un’opportunità straordinaria, ma l’esperienza si è trasformata in un incubo”.
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Il lavoro “dei sogni"






