Con l’aiuto della psicologa del lavoro, capiamo come riconoscere i segnali di abuso emotivo e organizzativo e cosa fare per tutelarsi, anche quando sembra non esserci via d’uscita
di Sarah Barberis
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Chi si prende cura di chi si prende cura per mestiere? La dolorosa lettera di questa settimana arriva da chi ha vissuto in prima persona l’ambiente tossico di una residenza sanitaria assistenziale: vessazioni, isolamento, accuse, stress che diventa dolore fisico e perdita di sé.
Un dato ci aiuta a capire il contesto: secondo la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi), il 76% degli infermieri in Italia sono donne, percentuale che sale ancora se si considerano operatrici socio-sanitarie, educatrici e assistenti. Nelle Rsa e nei servizi di assistenza, la cura è quindi quasi interamente affidata a mani femminili, ma a queste stesse lavoratrici spesso mancano tutele, riconoscimento e spazi sicuri per esprimere disagio o chiedere aiuto.






