CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - È l'opera più dibattuta, dopo l'inarrivabile pista da bob, che ha polarizzato l'opinione pubblica per lunghi mesi, prima di regalare medaglie olimpiche anche ai colori azzurri. La Apollonio-Socrepes è diventata anche oggetto di un'indagine della Procura, con un fascicolo aperto per frana e disastro colposo, ipotesi di reato suggerite da un esposto presentato dai residenti di Lacedel, la frazione di Cortina appena sotto una delle stazioni della nuova cabinovia.
Ma anche con un contro-esposto presentato da Simico (la società infrastrutture Milano Cortina che sta realizzando la cabinovia da 2.400 passeggeri l'ora tra il centro di Cortina e le piste sotto le Tofane). L'opera, come tutte le infrastrutture di questa portata, è finita sotto i riflettori. Con il rischio che più che l'infrastruttura in sé l'attenzione passi alle polemiche. Soprattutto se le polemiche crescono su un terreno franoso quale è quello della Apollonio-Socrepes su cui si è aperta una fratturazione del versante. «Si è verificata durante gli scavi per la realizzazione della stazione di monte» confermano i tecnici di Simico. «Ha riguardato la fase di cantiere ed è indipendente dalle condizioni del versante nel suo complesso» specifica il professor Marco Barla, esperto di geotecnica del Politecnico di Torino e consulente per Simico.







