Ce lo dicono sempre. Fate attenzione al consumo di zuccheri semplici, anche attraverso le bevande zuccherate, e ai cibi che ne contengono in quantità. La regola è ancora più valida per i bambini e i neonati che iniziano a nutrirsi con alimenti solidi, con linee guida che arrivano addirittura a raccomandare di fare a meno di questi cibi. Ora una ricerca mette nero su bianco quanto sia importante avere queste abitudini dimostrano che limitando l’introito di zucchero durante la prima infanzia si può addirittura ridurre il rischio di gravi problemi cardiaci in età adulta. Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal e condotto da esperti di numerose università in Asia, Europa, Oceania ed Usa (primo nome Jiazhen Zheng), è basato su informazioni uniche, raccolte alla fine del razionamento dello zucchero nel Regno Unito nel 1953. E dimostra che le persone che consumavano meno zucchero in tenera età hanno poi avuto minori probabilità di sviluppare patologie come infarto, insufficienza cardiaca e ictus da adulti. L'effetto protettivo più forte, insieme al maggiore ritardo nell'insorgenza delle malattie cardiache, è stato osservato quando la limitazione del consumo di zucchero è iniziata fin già dalla vita intrauterina e fino a circa due anni di età.
Poco zucchero nei primi mille giorni di vita, meno infarti e ictus da grandi
Attenzione all’introito in gravidanza e nella prima infanzia. Ridurlo significa proteggere il cuore in età adulta. E in modo significativo






