Che ci sia una stretta correlazione tra alimentazione e problemi cardiocircolatori è cosa nota da molti anni e noi nutrizionisti e scienziati lo ricordiamo spesso a gran voce. Le conseguenze patologiche nefaste come ictus, infarti e trombi costituiscono la prima causa di morte nel mondo. La prevenzione comincia a tavola, le festività possono essere delle parentesi goderecce ma non possono durare mesi. In primo piano c’è l’osservazione dei grassi in special modo i grassi saturi riconosciuti come i più pericolosi. Il modo di dire “è tutto grasso che cola” indica generalmente una grande abbondanza o un grande piacere, ma in senso ironico, nella realtà, al contrario, più c’è grasso più c’è malattia.
Le linee guida dei Larn (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) suggeriscono di mantenere basso il contenuto di questi nutrienti e di non superare il 10% di calorie totali da grassi saturi. Infatti, le nostre industrie alimentari italiane si sono adeguate e hanno ridotto i grassi nelle loro formulazioni. A volte però per non far perdere appetibilità hanno aumentato gli zuccheri semplici. E qui si apre un altro capitolo. Recenti ricerche dicono che gli zuccheri sono pericolosi, per la nostra salute, tanto quanto i grassi saturi anzi, talvolta, forse di più. Uno studio pubblicato sul «Journal Progress in Cardiovascular Diseases» si è chiesto appunto se l'impatto degli zuccheri abbia maggiori o minori effetti rispetto a quello dei grassi e la risposta è sorprendente, gli zuccheri, in particolare quelli semplici come lo zucchero da tavola, hanno un impatto maggiore rispetto ai grassi saturi, ovviamente in caso di eccessi.







