Primo: si eccede con il sale, dimenticando che spesso in molti alimenti viene aggiunto ed è nascosto. Secondo: la frutta diventa troppo spesso un optional di cui si fa a meno, sbagliando. Terzo: nel piatto portiamo sempre più spesso alimenti raffinati, in particolare tra i carboidrati, dimenticando il valore delle fibre e degli zuccheri a lento assorbimento. Ecco i tre peccati capitali a tavola che possono aprire la porta a un maggior rischio di infarti, ictus e più in generale a malattie cardiovascolari.

A segnalarli, raccogliendo informazioni su una mole immensa di dati, è uno studio recentemente apparso su The Innovation Nutrition (primo nome Yauyan Mei). La ricerca ha coinvolto ben 204 nazioni diverse, offrendo uno spaccato del rapporto tra cibo e rischio cardiovascolare su scala planetaria. In primo luogo ha permesso di capire quanto pesano davvero le cattive abitudini a tavola, con i fattori di rischio legati all’alimentazione che sarebbero responsabili direttamente di circa 6 milioni di morti per malattie di cuore ed arterie. Non solo: utilizzando analisi molto raffinate, gli esperti, coordinati da Guoshuang Feng, del Big Data Center del Beijing Children's Hospital, hanno visto che sono tre i principali “nemici” del benessere cardiovascolare a tavola: un eccessivo apporto di sodio, lo scarso consumo di frutta e la carenza di cereali integrali.