Alimenti sani. E di qualità. Preferendo se possibile cibi integrali. Per proteggere il cuore e preservare la circolazione, riducendo il rischio di infarto e (sperabilmente) di altre patologie cardiovascolari, conta più cosa si mangia che la dieta che si segue. Quindi non sarebbe importante puntare diritti su regimi a basso contenuto di carboidrati e grassi: ad aiutare la salute cardiovascolare sono soprattutto gli alimenti sani, di alta qualità. Alla fine, quindi, conviene puntare su alimenti di origine vegetale e cereali integrali e frutta a guscio, piuttosto che ridurre carboidrati e/o grassi secondo schemi alimentari difficili da seguire e che magati prevedono l’assunzione di alimenti non propriamente sani. A segnalare questa realtà, con un ulteriore appoggio alla dieta mediterranea, è una ricerca presentata al congresso NUTRITION 2025 dell'American Society for Nutrition tenutosi ad Orlando. Lo studio è stato presentato da Zhiyuan Wu, che lavora presso il laboratorio di Qi Sun della Harvard T.H. Chan School of Public Health.
Prevenire infarto e ictus con la dieta PURE: cos'è e come funziona
07 Luglio 2023
Uno studio su larga scala
Lo studio ha coinvolto 43.430 uomini nell'Health Professionals Follow-Up Study (1986-2016), 64.164 donne nel Nurses' Health Study (1986-2018) e 92.189 donne nel Nurses' Health Study II (1991-2019). In tutto, quindi, sono stati seguiti quasi 200.000 soggetti per alcune decadi, monitorando le loro abitudini alimentari e l'eventuale sviluppo di cardiopatie. Gli studiosi hanno analizzato l’alimentazione partendo da questionari compilati dai partecipanti allo studio, attribuendo quindi una “patente” di salubrità delle scelte nell'ambito di diete a basso contenuto di carboidrati e di grassi. I ricercatori hanno classificato carboidrati, grassi e proteine ??provenienti da alimenti come cereali integrali, frutta, verdura, noci e legumi come nutrienti di alta qualità, o salutari, mentre i carboidrati provenienti da patate e cereali raffinati, così come i grassi saturi e le proteine ??provenienti da alimenti di origine animale, sono stati classificati come di bassa qualità, o poco salubri. Per oltre 10.000 partecipanti allo studio sono stati anche misurati molti composti presenti nel sangue per valutare il rapporto tra alimentazione e metabolismo. "Questo approccio ci ha permesso di comprendere meglio gli effetti biologici di queste diete e ha rafforzato i nostri risultati – commenta in una nota Wu”.







