Se pensate ai fattori di rischio cardiovascolare, oltre a colesterolo, fumo, diabete, ipertensione e sovrappeso, non dimenticate anche la salute della bocca. E soprattutto, tenete presente che per proteggerci da infarto ed ictus l’attenzione a carie, dolori ripetuti, gengive che sanguinano ed altro deve iniziare fin dalla tenera età, quando ancora ci sono i denti da latte. Perché i piccoli che presentano diverse carie (ovviamente non trattate) e soprattutto gravi forme di gengivite aprirebbero la strada in età adulta alla comparsa di infarto ed ictus. Pensate: i piccoli con numerose carie mostrerebbero un'incidenza di malattie cardiovascolari in età adulta che cresce fino al 45% rispetto ai bambini con poche carie. Ancora: per i bambini con gengivite grave, il tasso aumenta fino a superare il 40%. Il tutto, indipendentemente dal genere. A segnalare questi pericoli è un’originale ricerca coordinata degli studiosi dell'Università di Copenaghen (primo nome Nikoline Nygaard), pubblicata su International Journal of Cardiology. Lo studio ha preso in esame quasi 570.000 bimbi nati tra il 1960 e il 1970 analizzando i dati del Registro Nazionale di Odontoiatria Infantile dell'Autorità Sanitaria Danese e confrontandoli con le informazioni sulle malattie cardiovascolari presenti nel Registro Nazionale dei Pazienti fino al 2018.
Ictus e infarto, carie e gengiviti non trattate da bimbi aumentano (molto) il rischio da grandi
Mai trascurare l’igiene orale e le visite regolari dal dentista. Così si prevengono i pericoli futuri






