Mamma mia quanto sono noiosi. Quanto somigliano tristemente a quei ragazzini furibondi col mondo intorno a loro che additano alla maestra il compagno discolo o secchione, che fanno la spia per mettersi in mostra, che battono i piedi capricciosamente per scacciare dagli occhi ciò che a loro non piace. Certa sinistra è così: noiosa, stizzosa, sempre pronta a puntare il ditino accusatore.
Sempre scattante quando si tratta di lapidare chi non sta dalla loro parte.
Ieri è toccato a Giulio Rapetti, in arte Mogol, un protagonista assoluto del nostro immaginario, un signore che meriterebbe di essere nominato senatore a vita per il modo in cui ha raccontato le emozioni degli italiani, per averli allietati, fatti piangere, ridere, sognare, riflettere. E che ha mai fatto di male? È stato accompagnato con un elicottero dei vigili del fuoco da Sanremo (dove ha ricevuto un premio alla carriera) a Roma per partecipare al teatro Argentina alla prima festa commemorativa dell’istituzione del Corpo, presente il ministro Piantedosi. Che ha ringraziato l’artista novantenne e ha bollato le urla scomposte di Pd, M5S e Avs contro l’uso dell’elicottero per Mogol come «polemiche strumentali».
Il noto paroliere della musica italiana ha omaggiato la platea con un brano inedito composto appositamente per le donne e gli uomini del Corpo nazionale, eseguito da Gianmarco Carroccia e dalla Banda Musicale dei vigili del fuoco. Alle parole di Piantedosi sono seguite ulteriori recriminazioni. Si è mosso il Codacons, e anche i sindacati. I postgrillini in pieno recupero dello spirito anticasta di un tempo ci hanno tenuto a precisare che loro ce l’hanno col ministro mica con Mogol. «Era davvero necessario – affermano - impegnare un mezzo di elisoccorso, sottraendolo per ore a un intero territorio, quando un normale volo di linea, come scrive il Fatto, risultava disponibile? Gli elicotteri dei Vigili del Fuoco non sono taxi di Stato. Sono strumenti di emergenza al servizio dei cittadini. Quindi devono esserci state esigenze precise nel rispetto di tutti i protocolli del caso, o almeno questo è quello che auspichiamo. Presenteremo un’interrogazione parlamentare per fare piena luce».











