Il Monte dei Paschi ha alzato il velo sul nuovo piano industriale di Luigi Lovaglio, con al centro l'integrazione delle attività di Mediobanca. Un pianoforte che tuttavia non è piaciuto al mercato, che ha punito il titolo. La promessa fatta è che grazie all'unione delle due banche, a fine piano, si può arrivare a un utile di 3,7 miliardi e a distribuire da qui al 2030 dividendi complessivi per 16 miliardi, pari al 100 per cento degli utili. E questo mantenendo un «eccesso di capitale» di 3 miliardi, conseguenza di un Cet1 attorno al 16 per cento. I numeri presentati ieri dall'amministratore delegato del Monte non hanno convinto la Borsa. Le vendite sono iniziate immediatamente dopo la pubblicazione del piano. A fine giornata Mps ha chiuso in calo di quasi il 7 per cento (6,7 per cento a 8,3 euro). Diverse le ragioni della bocciatura. Per gli analisti si tratta di un progetto «conservativo», e per il quale tra l'altro, diversi dettagli non sono stati chiariti rimanendo vaghi. «Il piano è sembrato molto prudente, con obiettivi di crescita non troppo ambiziosi e soprattutto molto legati alla situazione generale dei tassi d'interesse», ha spiegato ad AdnKronos Pietro Calì, Executive Partner di Copernico Sim. E anche per Morgan Stanley, l'annuncio è stato nel complesso deludente per tre ragioni. La prima riguarda le modalità dell'integrazione con Mediobanca, la seconda legata a una prudenza eccessiva nella gestione del capitale e l'ultima sui target comunicati che riescono concentrati su orizzonti temporali lontani, senza obiettivi intermedi capaci di fornire al mercato punti di verifica progressivi sull'esecuzione del piano. Autonomous Research, invece, già prima della presentazione aveva acceso un faro sulle criticità strutturali nel Wealth Management di Mediobanca. I timori sono legati alla mancanza di indicazioni sulla stabilizzazione del business che potrebbe avere ricadute anche su altre divisioni.
Montepaschi, il mercato boccia il piano presentato da Lovaglio
Il Monte dei Paschi ha alzato il velo sul nuovo piano industriale di Luigi Lovaglio, con al centro l'integrazione delle attività di Mediobanca. Un pianoforte che tuttavia non è...








