La Banca centrale europea autorizza Montepaschi di Siena a tentare la scalata su Piazzetta Cuccia, dando il via libera all'acquisizione della partecipazione di controllo in Mediobanca e nelle sue controllate (Mediobanca Premier e Compass). La comunicazione al mercato è arrivata all'alba, dopo che ieri le indiscrezioni si erano fatte via via più solide. Il consiglio di amministrazione di Mps è convocato per domani, 26 giugno, per varare l'aumento di capitale al servizio dell'Ops che è stato autorizzato dall'assemblea senese il 17 aprile.
Entro cinque giorni la Consob darà l'ultima delle autorizzazioni necessarie; poi toccherà all'amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, decidere quando portare l'Ops in Piazza Affari. L'obiettivo era partire nella prima decade di luglio, un traguardo che è ora a portata di mano.
La Bce, si legge nel comunicato di Siena, «ha rilasciato contestualmente anche l’autorizzazione ad acquisire una partecipazione in Mediobanca il cui valore eccede il 10% del patrimonio di vigilanza di Gruppo e nelle rilevanti partecipazioni indirette».
Cosa chiede la Bce
La Banca centrale europea ha dato una autorizzazione piena e non ha posto vincoli sulle soglie di adesione all'Ops che, per quanto compete Francoforte, potrà anche fermarsi anche sotto il 50%. Tuttavia, la Bce terrà i fari puntati sull'operazione e Montepaschi, entro sei mesi dalla data di acquisizione del controllo di Mediobanca, dovrà presentare all'Eurotower un dettagliato piano di integrazione. Il documento dovrà includere, tra l’altro, una analisi degli impatti sul capitale, sulle strategie di finanziamento e sulla digitalizzazione informatica, mettendo in evidenza «scostamenti rispetto alle ipotesi iniziali, evidenziate in sede di istanza, in termini di sinergie, costi di integrazione, previsioni di perdite operative e valutazioni concernenti l'avviamento».











