Fino alla vigilia di Ferragosto, come da copione, l’Ops lanciata dal Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca aveva sonnecchiato. Le azioni consegnate dai soci di Piazzetta Cuccia alla banca senese erano nell’ordine dello zero virgola. E non c’è da stupirsi. È normale che in questo tipo di operazioni le adesioni arrivino tutte negli ultimi giorni, se non all’ultimo minuto, in attesa di un possibile rilancio (la scadenza è l’8 settembre). E invece a riscaldare il clima, per certi versi già bello caldo, è arrivata la comunicazione di Borsa italiana che, nella serata del 14 agosto, ha comunicato che l’Ops lanciata da Mps, aveva già conquistato quasi il 13,5 per cento del capitale di Mediobanca. Insomma, una netta inversione di rotta rispetto alle settimane precedenti. Ma soprattutto un dato che avvicinerebbe il successo dell’Ops lanciata da Siena. Secondo quanto riportato dall’Ansa, nè Delfin nè il gruppo Caltagirone, titolari rispettivamente di circa il 20 per cento e il 10 per cento, avrebbero consegnato le proprie azioni. Anche se secondo altre fonti, sarebbe stata proprio la cassaforte della famiglia Del Vecchio a conferire parte del pacchetto. Un segnale inequivocabile di sostegno all’offerta. Mps ha indicato a inizio luglio, la conquista di una partecipazione compresa tra il 35 per cento e il 50 per cento del capitale di Mediobanca come «idonea a consentire all’offerente di ottenere il controllo di fatto dell’emittente, esercitando un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria e incidendo sul generale indirizzo della gestione». In ogni caso, il numero uno del Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio, si è sempre detto fiducioso sul raggiungimento del 66,6 per cento del capitale.
Mps, l’Ops Mediobanca fa un balzo: già conferito il 13,5% del capitale
Fino alla vigilia di Ferragosto, come da copione, l’Ops lanciata dal Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca aveva sonnecchiato. Le azioni consegnate dai soci di Piazzetta Cuccia alla banca...








