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27 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:06

Uomini dei servizi segreti. Dipendenti della Procura generale. Dirigenti apicali di un’agenzia statale. Poliziotti. Hanno interrogato i database che contengono informazioni sull’inchiesta “Midas“, cercando notizie sul procedimento e sugli spostamenti delle auto degli investigatori, e alcune di queste informazioni sono finite nella disponibilità di almeno due indagati. E’ quanto emerso dall’audizione tenuta ieri dinanzi alla Commissione per la politica anti-corruzione del Parlamento ucraino da Semen Kryvonos, capo dell’Ufficio nazionale anti-corruzione (Nabu), e Alexander Klymenko, numero uno della Procura specializzata (Sapo), i due organi che conducono l’inchiesta sul maxi-giro di tangenti per 100milioni di dollari che ha fatto vacillare la presidenza di Volodymyr Zelensky.

Quattro dipendenti del SBU, il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina. Un dipendente del DBR, l’Ufficio Statale di Investigazione, agenzia che indaga sui reati commessi dalle alte cariche dello Stato. Due dipendenti dell’Ufficio del Procuratore Generale, protagonista di un durissimo scontro istituzionale con la Nabu. Il vicepresidente dell’ARMA, l’Agenzia che gestisce i beni derivanti dalla corruzione. Un dipendente della Polizia. Hanno tutti consultato l’ERDR, il Registro unificato delle indagini preliminari, cercando informazioni sul procedimento n. 52025000000000472, il cosiddetto “Mindich-gate” dal nome dell’ex socio di Zelensky considerato dagli inquirenti capo della “lavanderia” che fino al novembre 2025 ha riciclato le tangenti imposte sugli appalti statali di energia e difesa. Il numero due dell’ARMA ha effettuato la ricerca usando la parola “Chernyshov Oleksiy”, l’ex vicepremier accusato di aver preso mazzette per 1,2 milioni di dollari.