«Sono abbonato e non ho 80 anni. Ma questa, gli ottantenni, li vuole solo negli ospizi? Mandatela via». Non ha certo usato eufemismi Enrico Carraro, già presidente di Confindustria Veneto, intervenuto in un post su Facebook a commento delle ultime esternazioni di Beatrice Venezi, che in un'intervista rilasciata qualche tempo fa, ma pubblicata solo in questi giorni dal più importante quotidiano argentino, a proposito della sua contestata nomina a direttrice musicale del Teatro La Fenice ha parlato di una città bisognosa di attrarre nuovi pubblici derivanti anche dal turismo. Gli abbonati attuali, secondo Venezi, «hanno più di 80 anni. Se non si prova a fare qualcosa di diverso nell'arte, dove altro farlo?». Insieme al neo costituito Comitato "Fenice viva", hanno risposto dicendo la loro anche storici abbonati del Teatro veneziano, infastiditi dalle parole di Venezi, ritenute irriguardose nei loro confronti, nonché verso un Teatro che di appuntamenti e iniziative riservate agli under 35 ne propone già molteplici nel corso dell'anno.
«Siamo attempati, è vero, ma sempre appassionati di musica e non meno attendibili di un pubblico più giovane» il commento di M.C., abbonata da oltre 30 anni sia per la Lirica che per la Sinfonica e orgogliosa di indossare la "spilla della resistenza". Venezi è giovane e forse pensa che solo i giovani possano accostarsi alla musica. Tutto questo è irritante. Il "nuovo"? Non ci spaventa. E non c'entra neppure la politica. Vogliamo che il nostro Teatro continui ad essere l'eccellenza che è sempre stato.








