Come mostrano molte storie di donne sul lavoro, una certificazione, da sola, non garantisce equità di genere o pratiche che eliminino davvero discriminazioni e sbarramenti di carriera
di Sarah Barberis
La certificazione B Corp è un riconoscimento internazionale rilasciato da B Lab, un’organizzazione no profit che valuta le imprese non solo in base ai profitti, ma anche per il loro impatto sociale, ambientale e di governance. Superare il processo di certificazione significa dimostrare trasparenza, responsabilità e un impegno concreto verso pratiche di sostenibilità e inclusione, formalizzate in standard misurabili e verificabili. In Italia il movimento delle aziende certificate continua ad espandersi: al 26 giugno 2025 si contano circa 352 B Corp, con oltre 45.000 occupati e un fatturato complessivo superiore ai 19 miliardi di euro. Un dato che conferma una crescita significativa rispetto agli anni precedenti. Esiste un interesse crescente verso modelli di impresa più responsabili. Ma come mostrano molte storie di donne sul lavoro, una certificazione, da sola, non garantisce equità di genere o pratiche che eliminino davvero discriminazioni e sbarramenti di carriera.
Anche in contesti che si definiscono “virtuosi” sulla carta, continuano a emergere dinamiche di pay gap, demansionamento e penalizzazione di chi chiede un reale riconoscimento o di chi, semplicemente, lo dà per scontato dopo anni di lavoro. È il caso di Ornella, che ci racconta la storia di questa settimana. Risponde alla lettrice Francesca Parviero, esperta in cultura del lavoro inclusiva ed equa ed empowerment femminile.








