VENEZIA - Oltre tre milioni di danno erariale, il fronte amministrativo che si aggiunge a quello penale, riassunto in un avviso formale spedito ai «presunti responsabili, tutti appartenenti all’amministrazione comunale di Venezia». Una ripetizione che, anche se non corrispondesse a una svolta nelle indagini, non sarebbe comunque ridondante: l’avviso a dedurre inviato nelle scorse ore dalla Corte dei conti a Ca’ Farsetti picchetta l’accusa mossa al sindaco Luigi Brugnaro e ai suoi più stretti collaboratori, assicurando al pubblico ministero contabile altri quattro mesi (come minimo) per decidere se esercitare l’azione di responsabilità o, al contrario, archiviare la pratica.

Uno scudo contro l’avvicinarsi dei termini per la prescrizione, un modo per blindare il procedimento, che sembra quasi rispondere alle eccezioni sollevate nel corso delle recenti udienze preliminari dalle difese degli accusati dell’inchiesta “Palude”: in aula bunker gli avvocati hanno contestato la mancata richiesta di proroga ai tempi delle indagini, cercando così di stralciare faldoni interi di carte dalla pila in mano ai pm Federica Baccaglini e Roberto Terzo; Palazzo dei Camerlenghi non intende correre questo rischio e, anzi, con almeno altri 120 giorni di margine si spinge senza problemi fino alla data delle elezioni comunali, prendendo dentro anche l’eventuale ballottaggio.