VENEZIA - L'inchiesta sul sindaco di Venezia Luigi Brugnaro è partita da Roma da alcune segnalazioni risalenti a febbraio 2021. "L'origine della notizia di reato (al primo cittadino vengono contestati finanziamenti illeciti, ndr) è consistita nello sviluppo ex lege 231/2007 di una segnalazione di operazione sospetta pervenuta alla guardia di Finanza di Venezia dal Nucleo speciale di polizia valutaria di Roma in merito alle associazioni 'Venezia 20-25' e 'Un'impresa comune", si legge nella nota della Procura generale di Venezia.

La procura, inoltre, specifica che «la Sos era stata raccolta dalla Banca d'Italia nel febbraio 2021 e trasmessa alla polizia valutaria nel marzo del 2021». Negli atti raccolti dalla guardia di Finanza ci sarebbe anche la denuncia di Franco Tandin, che si presentò spontaneamente il 7 giugno 2021, «consegnando documentazione fiscale di interesse investigativo che collimava con i primi sviluppi della segnalazione di operazioni sospette giunta nei mesi precedenti».

Per il procuratore generale Federico Prato e l'avvocato generale Nicola Proto, quindi, l'inchiesta su Brugnaro non ha nulla a che vedere con i presunti dossieraggi di cui è accusato un ufficiale di polizia giudiziaria a Roma per numerosi accessi ad alcune banche dati.