La nostra lettrice racconta come il successo scolastico e le ambizioni della figlia la portino a riflettere sul confine tra sostegno e pressione. La psicologa: “Spesso i genitori si caricano di pesi non loro”

di Stefania Medetti

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Sabrina ha 54 anni, una laurea in ingegneria elettronica, un marito scozzese e una figlia 16enne, Benedetta (i nomi sono di fantasia, ndr) che pensa al suo futuro con grande chiarezza e determinazione. “Vuole iscriversi a medicina e diventare chirurgo”, racconta la mamma che, da quando è nata la figlia, ha smesso di lavorare per occuparsi di lei. Benedetta è una studentessa molto capace, bravissima in matematica, appassionata di biologia, ma non si tratta della classica “secchiona” interessata soltanto ai libri. “Ha le sue amiche, fa atletica è una ragazza solare e aperta che non ci ha mai dato problemi”, prosegue Sabrina. “Inoltre, è sempre stata organizzata, concentrata, non ho mai dovuto insistere perché studiasse. Quanto all’idea di studiare medicina, non so da dove le venga. Nessuno dei nostri conoscenti o familiari è medico”. Secondo la mamma, è un’idea che è sempre stata con lei, nata forse per via della sua naturale curiosità. “Benedetta si informa, guarda video su Youtube, i siti delle università in Italia, ma anche all’estero visto che è bi-lingue, si preoccupa della media richiesta per accedere alle facoltà più prestigiose”. Sabrina la ascolta e la incoraggia, ma ultimamente ha iniziato a farsi delle domande.