Èevidente che alla famiglia Canestrini piacciono le sfide. Roberto Canestrini è un enologo poco più che trentenne. Fino al covid ha lavorato all’estero, in Argentina, poi nella Napa Valley, e infine in Australia. La sua famiglia, prima faceva tutt’altro: la mamma insegnante di storia e filosofia, il papà gastroenterologo.

La passione per la campagna, per i ritmi della natura l’ha avuta per prima la mamma che negli anni Novanta ha preso un piccolo pezzo di terra dove fare l’orto. All’epoca Roberto correva dietro alle lucertole. Il padre neppure beveva vino. In questi giorni si possono incontrare a Slow Wine Fair a Bologna. Alle fiere però per prima è andata lei, Adele, con le bottiglie d’olio che produceva in questa zona dell’alta Campania, da 60 ulivi, alcuni con più di 200 anni. Qui, Adele che è stata la prima a diventare sommelier in famiglia, un giorno ha sfidato il marito: mai sarebbe riuscito a fare il vino. Una sfida che ha dato inizio ad una nuova vita per tutti. Prima Carmine si è affidato agli agronomi e poi ha chiamato il figlio. La decisione di tornare è stata una svolta per tutta la famiglia.

L’APPUNTAMENTO

Slow Wine Fair, il bicchiere dalla parte giusta

21 Febbraio 2026