Milano, 22 feb. (askanews) – Per anni l’abbinamento tra pizza e vino è stato considerato un’eccezione, quasi un fuori pista rispetto alla più consueta combinazione con la birra. Oggi lo scenario è cambiato e a raccontare questa trasformazione arriva “Calici&Spicchi – Atlante mondiale della pizza e del vino in 100 abbinamenti” (edito da Malvarosa), il nuovo volume di Antonella Amodio, giornalista che da tempo osserva il mondo delle pizzerie con uno sguardo attento al calice oltre che al piatto.
Da Caserta, dove vive e lavora, Amodio ripercorre un cambiamento che parte proprio dalla pizza. La crescita della qualità degli impasti, l’attenzione alle materie prime e il lavoro sulle farciture hanno portato molte pizzerie a ripensare la propria identità, avvicinandosi per impostazione alle cucine di livello più alto. In questo contesto, il vino è diventato uno strumento coerente per completare l’esperienza. “La pizza è cambiata, si è evoluta, ha trovato nuovi linguaggi; il vino, invece, ha spesso faticato a seguirne il passo, soprattutto all’interno delle pizzerie. Oggi però il quadro è diverso” ha spiegato l’autrice, che nel libro indaga in che modo il pairing possa essere costruito con metodo e continuità, e non solo affidato all’estemporaneità della scelta al momento. Sempre più insegne investono in selezioni articolate, referenze di livello e personale formato, superando l’idea della pizzeria come spazio privo di pretese sul fronte dell’abbinamento.






