Tra gli ospiti di Lilli Gruber a Otto e Mezzo anche Piergiorgio Morosini, il presidente del Tribunale che ieri ha condannato l'Italia a risarcire la Sea Watch 3. "Come responsabile del tribunale di Palermo ho sentito il dovere di intervenire per difendere l'operato di una magistrata che ha emesso una decisione dopo il regolare contraddittorio delle parti, verificando tutta la documentazione che gli è stata portata e motivando in maniera seria. Un provvedimento che, voglio sottolineare, non ha nulla a che vedere con gli interventi in materia di sicurezza e neppure con la vicenda dello speronamento della motovedetta della guardia di finanza".

Per la toga "si tratta di un provvedimento di risarcimento del danno perché un sequestro che era diventato inefficace non ha comportato l'immediata restituzione di una nave che è stata restituita dopo cinque mesi e per tenere la nave nel porto ci sono state delle spese, come l'acqua e la benzina per riattivare il motore, e questo ha portato alla decisione". Insomma, a suo dire "non c'entra assolutamente niente con i soccorsi nel mediterraneo. In quel processo la Sea Watch chiedeva anche il risarcimento per il danno d'immagine, per il trattenimento della nave e per la mancata operatività della nave per i soccorsi nel Mediterraneo. Quella richiesta è stata rigettata dal giudice perché ritenuto che non vi fossero le prove. Un provvedimento, come tale, naturalmente può essere criticato, può essere soprattutto impugnato nelle sedi proprie, ma l'operato di quel magistrato andava difeso perché non ha nulla a che vedere con le considerazioni che sono state fatte in materia di politica dell'immigrazione, sicurezza e altri temi molto delicati e molto importanti, ma che non c'entra nulla con questo processo."