Nuova decisione dei magistrati sull'immigrazione e nuovo attacco del governo alle toghe nel pieno di una campagna referendaria sempre più infuocata e nel giorno del richiamo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al "rispetto vicendevole" tra le istituzioni.
Dopo che nei giorni scorsi un giudice del tribunale di Roma aveva condannato il Viminale a risarcire con 700 euro un migrante algerino trasferito nel Cpr in Albania, oggi il conto è stato più salato.
Il tribunale di Palermo ha disposto infatti che i ministeri dell'Interno, dei Trasporti e dell'Economia e la prefettura di Agrigento dovranno risarcire alla Ong tedesca Sea Watch le spese documentate dalla stessa organizzazione, pari a 76mila euro - più 14mila euro per spese di giudizio - per i danni patrimoniali subiti dalla nave Sea Watch 3 in seguito al fermo amministrativo avvenuto dal 12 luglio al 19 dicembre del 2019, a Lampedusa.
L'episodio è quello dell'allora comandante della nave tedesca Carola Rackete che, il 29 giugno di quell'anno, forzò il blocco navale di Lampedusa, speronando anche una motovedetta della Guardia di Finanza durante le manovre, per far sbarcare sull'isola 42 migranti, tratti in salvo in zona Sar libica.











