Imparziale ma non troppo. Sì, perché Piergiorgio Morosini, presidente del tribunale di Palermo che ha condannato l'Italia a risarcire la Sea Watch 3, è anche un fan sfegatato del 'no' al referendum. La riprova? Un libro da lui scritto insieme alla giornalista Antonella Mascali e dal titolo "Mani legate. La separazione delle carriere per addomesticare la giustizia". Opera per la quale gli stessi autori si stanno prodigando nel presentare.

Proprio in uno di questi incontri il giudice ha risposto a Giorgia Meloni. Per la toga quelle del governo sono reazioni "figlie del clima di tensione che sta maturando con la campagna referendaria". Morosini ha anche detto che "l'esercizio del diritto di critica si esprime evidenziando la contraddittorietà di passaggi della motivazione dei provvedimenti o segnalando la violazione di norme specifiche richiamate dal giudice. Non mi pare che sulla sentenza oggetto delle invettive sia avvenuto questo. Non credo che etichettare il giudice come non imparziale solo sulla base di un dispositivo non gradito o magari neppure conosciuto sia esercizio del diritto di critica". E ancora: "Io credo sia opportuno in questo momento evitare di denigrare. Ogni provvedimento dei magistrati è criticabile, tutte le decisioni sono criticabili ma la critica non è denigrazione. Ma in questo caso non siamo nel diritto di critica".