Più delle rinnovabili e del nucleare, è il gas ad essere emerso in prima battuta come fonte d’elezione per soddisfare la fame di energia dell’intelligenza artificiale.

L’urgenza di costruire nuovi e potenti data center si scontra, almeno per ora, con i tempi lunghi e le complessità di altre soluzioni. E il boom di domanda di questo combustibile – che guadagna spazio anche grazie alla progressiva sostituzione del carbone e allo sviluppo economico dei Paesi emergenti – si è trasformato in un volano per il “made in Italy”.

Gli ordini di turbine a gas sono esplosi, tanto da allungare oltre cinque anni i tempi di attesa per le macchine più potenti, destinate alle centrali termoelettriche. E con l’AI le richieste adesso si indirizzano sempre più spesso anche verso le turbine di taglia medio-piccola, fino a 100 MW.

In questa categoria di prodotti l’Italia vanta una storica eccellenza industriale grazie alla Nuovo Pignone, società nata nel 1842 a Firenze, che oggi fa parte del gruppo statunitense Baker Hughes ma che rimane fortemente radicata sul territorio nazionale, dove sta intensificando investimenti e assunzioni, con importanti ricadute anche sull’indotto.

Il numero degli stabilimenti nella Penisola è appena salito a nove, con un nuovo sito in provincia di Vicenza rilevato attraverso l’acquisizione di Meccanica di Precisione Santorso Srl, spin off di MPC Srl.