"Luca Zaia può fare quello che vuole". Così dicono gli alleati del centrodestra. E quindi il sindaco di Venezia, il ministro, il presidente del Senato, il presidente della Camera, chissà che altro. Anche se l'unica cosa che, fino a ieri, Zaia voleva fare era il governatore del Veneto, ma gli è stato detto no.
Adesso che i tempi stringono per la scelta in laguna del successore di Luigi Brugnaro (le elezioni amministrative si terranno a maggio) c'è chi insiste e chi attende, pur sapendo che le condizioni per una sua candidatura a sindaco sono ridotte al lumicino, se non ormai inesistenti. E infatti adesso i partiti prefigurano altri scenari. Nazionali.
Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell'Organizzazione di Fratelli d'Italia: «Zaia, come è stata una grande risorsa, importantissima come presidente del Veneto, è una grande risorsa per l'Italia intera: quindi ci confronteremo serenamente con lui, ma è sicuramente un patrimonio di tutto il centrodestra nazionale. Quindi comunque ha un valore che esula dalle questioni strettamente venete».
Paolo Borchia, vicesegretario vicario della Lega-Liga veneta: «Una delle qualità di Luca Zaia è che puoi metterlo dappertutto e ti fa fare ovunque bella figura. Ma ragionando in un'ottica di coalizione, se ci sono delle difficoltà andremo nella direzione della coalizione. Per me, però, sarebbe un peccato. Il negoziato, comunque, non è ancora iniziato».






