Imperscrutabile, la sfinge Luca Zaia affronta con la massima discrezione il prossimo capitolo di una carriera politica con pochi precedenti. Classe 1968, trevigiano di Godega di Sant’Urbano, leghista della prima ora ma alfiere di un Carroccio «progressista» spesso contrapposto a quello che ha vannaccianamente virato a destra del segretario federale Matteo Salvini, il «doge» ora deve decidere cosa «fare da grande».