VENEZIA - I due presidenti ancora una volta uno accanto all'altro. Quello del nuovo corso e quello delle 200mila preferenze. Quest'ultimo, che risponde al nome di Luca Zaia, oggi potrebbe essere eletto presidente del consiglio regionale.

Dopo aver governato per 15 anni la Regione, sembra che a lui sia riservato lo scranno più importante del parlamentino di Palazzo Ferro-Fini. Poco distante ci sarà Alberto Stefani, recentemente incoronato nuovo "doge" e deciso più che mai a presenziare ogni seduta del Consiglio. Inizia oggi, dunque, la nuova legislatura. Con il presidente più giovane d'Italia. Con i No vax presenti addirittura con due consiglieri. Con i vannacciani ormai intruppati nelle fila della Lega. Ma la prima giornata di questo nuovo corso del consiglio regionale del Veneto sarà tutt'altro che una passeggiata. La votazione per eleggere il presidente del Consiglio avviene a scrutinio segreto.

Sarà eletto chi raggiungerà la maggioranza dei due terzi, che al Ferro-Fini significa 34 voti a favore. Zaia non dovrebbe avere problemi. «Ma non si sa mai», ragiona uno degli sherpa della maggioranza, invitando alla prudenza. Quindi occhio ai franchi tiratori. Qualora nel secondo scrutinio non si raggiunga la maggioranza qualificata, si procederà, a partire dal giorno successivo, a maggioranza assoluta dei componenti. Oltre al presidente, saranno scelti anche i due vicepresidenti e i due consiglieri segretari.