VENEZIA - A ormai non molte settimane dal voto per il nuovo sindaco di Venezia, il centrodestra non ha ancora scelto il proprio candidato. Una delle ragioni che viene fatta circolare per giustificare questa lunga attesa rimanda al nome di Zaia. Se non abbiamo ancora deciso, si fa sapere, è perché l’ex governatore non ha ancora sciolto la riserva: si candida o no a sindaco?

In realtà le probabilità che Zaia si cimentasse nell’agone elettorale lagunare sono state sempre molto scarse. E in questo momento lo sono ancora di più. Diciamo pure tendenti allo zero. Perché innanzitutto nessuno glielo ha mai chiesto. Se si esclude una cordiale telefonata di sondaggio la scorsa settimana da parte di uno dei maggiorenti nazionali di FdI, non ci sono stati passi formali, non si è aperto nessun tavolo, nessun leader della maggioranza ha alzato il telefono per consultarlo nè per conoscere le sue intenzioni e le condizioni (per lui decisive) che lo avrebbero potuto convincere a scendere in campo ed accettare una candidatura. Nulla di nulla. Eppure chi conosce l’ex governatore sa bene che Zaia non avrebbe mai accettato una candidatura-passerella. L’ipotesi avrebbe potuto concretizzarsi se ci fosse stato un orientamento chiaro di tutta la coalizione in tal senso. Se ci fossero stati impegni precisi del governo sul futuro di Venezia e in particolare sulla sua “specialità”. Se all’ex governatore fossero state date certezze e garanzie su ruoli e scelte strategiche che riguardano il presente e il futuro della città. Nulla di questo è avvenuto. E anche per questo non c’è nessuna data entro la quale Zaia deve decidere. Perché da decidere, in assenza di quanto detto, non c’è dal suo punto di vista proprio nulla.