TRICHIANA (BELLUNO) - «L’ultimo abbraccio? L’ho salutato il giorno di Natale, già a Santo Stefano era ripartito. E oggi l’ho visto sul podio». La mamma di Elia Barp, Barbara Pol, non nasconde la felicità «perché anche se c’era la consapevolezza di valere il podio, non vi sono certezze fino alla fine». Da ieri il fondista bellunese fa parte della storia dello sci di fondo. Sulle nevi di Tesero ha messo il suo bel tassello nella staffetta 4x7,5 chilometri, restituendo l’emozione di una medaglia che mancava all’Italia da vent’anni, dopo Torino 2026: allora fu oro, con Valbusa, Di Centa, Piller Cottrer e Zorzi.
Il plauso ad Elia Barp è tutto dentro le parole di Stefano Longo, presidente della Fondazione Cortina. Definisce la medaglia di bronzo della staffetta, arrivata alle spalle dell’inarrivabile Norvegia di Klaebo e della fortissima Francia, «un traguardo di grande valore a cui ha contribuito in modo determinante Barp, il nostro atleta del Progetto Giovani, protagonista di una prova di carattere e maturità». Riconoscimento per il risultato arriva pure dal ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi: «Complimenti a questa squadra fantastica che ha sognato, cercato, voluto e meritato la medaglia, l’ha costruita con impegno e passione per quattro anni».













