L’aveva detto Alberto Tomba, poco prima della favola scritta in punta di sci da Federica e divenuta realtà quando il sole splendeva sulle Tofane: «Spero faccia il bis in gigante, così mi imita». La fuoriclasse è stata di parola: in una Cortina fiammeggiante e teatro di imprese leggendarie, Federica Brignone, 35 anni, è entrata nell’epos dello sci dalla porta principale eguagliando proprio la Bomba, il più grande sciatore che l’Italia abbia mai avuto: Alberto aveva vinto due straordinarie medaglie d’oro alle Olimpiadi di Calgary 1988, facendo interrompere da Pippo Baudo persino il Festival di Sanremo e ipnotizzando l’Italia intera. La Brignone l’ha imitato ieri, dominando anche il gigante dopo aver vinto il superG. Una doppietta clamorosa a 319 giorni dall’incidente che ne mise in dubbio non solo le Olimpiadi ma la certezza di tornare a camminare.

Fede ha stravinto sull’Olympia alla sua maniera, sciando in modo dolce nella prima manche e danzando fra le porte, come una ballerina, nella seconda: 2’13”50 il tempo complessivo, con la campionessa olimpica uscente, Sara Hector, e la norvegese Stjernesund seconde a pari merito a 62 centesimi e, al traguardo, inchinate deferenti al suo dominio. Un oro storico perché, con esso, la Brignone ha contribuito nella domenica incredibile di far superare all’Italia il tetto di 20 medaglie conquistate alle Olimpiadi bianche: resisteva da Lillehammer 1994. Deborah Compagnoni, l’altra signora delle nevi della quale per stile e tecnica Fede ne è la proiezione, ha vinto tre ori in tre Olimpiadi, mai però due nella stessa edizione.