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L'epibatidina, neurotossina che secondo cinque Paesi europei ha ucciso Alexei Navalny in una colonia penale in Siberia, è sintetizzata dalla famiglia dei dendrobatidi
L'epibatidina, neurotossina che secondo cinque Paesi europei ha ucciso Alexei Navalny in una colonia penale in Siberia, è sintetizzata dalla famiglia dei dendrobatidi, note come rane freccia, originarie del Sud America. Questi anfibi si distinguono per essere i vertebrati più velenosi conosciuti, più di qualsiasi specie di serpente. Il siero letale si trova sulla pelle e ricopre il corpo come una sottile pellicola di liquido, che conferisce un aspetto brillante ai colori già vivaci. Le comunità indigene dell'Ecuador raccolgono il veleno e lo utilizzano per la caccia. L'epibatidina agisce infatti sul sistema nervoso, provocando paralisi muscolare e arresto respiratorio, con effetto mortale. A caratterizzare la rana freccia sono le piccole dimensioni - si parla di pochi centimetri - e i colori intensi, dal rosso all'arancione, al giallo fino a un blu elettrico che le rende difficile nascondersi o mimetizzarsi. D'altra parte - spiegano gli scienziati - le tossine non sono di sintesi propria, ma vengono acquisite col consumo di insetti che contengono alcaloidi tossici.













