Roma, 14 feb. (askanews) – Il Regno Unito ritiene che il leader dell’opposizione russa Alexei Navalny – morto in una colonia penale in Siberia due anni fa – sia stato avvelenato con una tossina rara. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri di Londra in una nota.
Il Foreign Office ha spiegato che “la tossina mortale presente nella pelle delle rane frecce dell’Ecuador (epibatidina) è stata rilevata in campioni prelevati dal corpo di Alexei Navalny ed è altamente probabile che ne abbia causato la morte”. A margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, Yulia Navalnaya – moglie del leader dell’opposizione russa Alexei Navalny – ha partecipato, a quanto riferiscono cronisti sul posto, a una conferenza stampa insieme a leader europei.
“Sappiamo ormai che lo stato russo ha utilizzato questa tossina letale per colpire Alexei Navalny per timore della sua opposizione”, ha dichiarato il Foreign Office in un comunicato congiunto con Svezia, Francia, Paesi Bassi e Germania, in vista del secondo anniversario della morte dell’oppositore russo. I Paesi firmatari hanno sottolineato che “soltanto lo stato russo disponeva dei mezzi, del movente e del disprezzo per il diritto internazionale necessari” per compiere l’attacco. Hanno inoltre dichiarato di aver segnalato la Russia all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche per una violazione della Convenzione sulle armi chimiche. Navalny, che aveva condotto una campagna contro la corruzione ufficiale e organizzato imponenti proteste anti-Cremlino come più accanito oppositore del presidente Vladimir Putin, è morto nella colonia penale artica nel febbraio 2024. Stava scontando una condanna a 19 anni che riteneva motivata da ragioni politiche. La vedova di Navalny, Yulia Navalnaya, ha dichiarato lo scorso anno che due laboratori indipendenti avevano accertato che suo marito era stato avvelenato poco prima della morte. Navalnaya ha ripetutamente accusato Putin della morte di Navalny, accuse che i funzionari russi hanno respinto con fermezza parlando di morte per cause naturali.










