L’oppositore russo Alexei Navalny, morto in un campo di prigionia due anni fa, è stato assassinato dallo Stato russo con una “rara tossina”: lo affermano i governi di Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Paesi Bassi in una dichiarazione congiunta a margine della Conferenza di Monaco. “Sappiamo che lo Stato russo ha usato questa tossina letale per colpire Navalny, temendo la sua opposizione”, ha dichiarato il Ministero degli Esteri britannico. Londra ha segnalato Mosca all’organismo mondiale di controllo sulle armi chimiche.
Tossina letale ricavata dalle rane freccia dell’Ecuador
I dettagli dell’avvelenamento arrivano dal Foreign Office, il ministero degli Esteri inglese. Secondo il Regno Unito, Navalny è stato avvelenato con l’epibatidina, una neurotossina tossica letale che si trova nelle rane freccia che vivono in Ecuador. Le tribù indigene del Sud America utilizzano la tossina nelle cerbottane durante la caccia. Questo veleno è 200 volte più forte della morfina. Le conclusioni dell’indagine saranno sottoposte all’organismo di controllo delle armi chimiche delle Nazioni Unite, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw).
Il Regno Unito e i suoi alleati hanno lavorato “con ferrea determinazione” per stabilire cosa sia realmente accaduto a Navalny, ha detto la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper.










