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14 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:35

Mentre ormai il destino del piccolo napoletano a cui è stato impiantato un cuore “bruciato” sembra segnato, l’inchiesta penale si potrebbe complicare ulteriormente. L’avvocato, Francesco Petruzzi, in queste ore sta presentando un’integrazione di querela ai carabinieri del Nas che indagano. Un atto imposto dallo scontro avvenuto ieri negli uffici dell’ospedale Monaldi quando il legale ha chiesto spiegazioni sull’ipotesi che il paziente – tenuto in vita grazie all’Ecmo – potesse davvero sostenere un nuovo intervento. Il bimbo – 2 anni e 4 mesi – è il primo della lista dei trapianti pediatrici, ma sono forti le perplessità che un nuovo trapianto possa salvarlo anche in considerazione del fatto che è dal 23 dicembre che viene supportato con la tecnica di circolazione extracorporea che aiuta cuore e polmoni in pazienti con insufficienza grave e potenzialmente reversibile. Utilizzato in terapia intensiva, il macchinario ossigena il sangue al di fuori del corpo, permettendo agli organi di riposare. Ma nei giorni scorsi ci sono state già emorragie e crisi e preoccupano i parametri del fegato.

La direttrice sanitaria e la direttrice generale, Anna Iervolino, hanno informato l’avvocato che tecnicamente quell’intervento con un organo danneggiato sarebbe stato ‘un successo’, eseguito alla perfezione, che il bambino restava nella lista dei trapianti e che una nuova operazione chirurgica sarebbe stata eseguita da Andrea Oppido, il cardiochirurgo che era in sala operatoria a Napoli, che è stato sospeso dall’attività di trapianti pediatrici, ma ancora in servizio, perché “competente” sul caso. E così il legale denuncerà il medico – che è già indagato per lesioni colpose gravissime insieme alla chirurga che ha espiantato l’organo a Bolzano – per nuovi reati di esercizio abusivo della professione, omissione di atti d’ufficio e concorso. “Con l’assurda situazione – spiega l’avvocato al FattoQuotidiano – che l’indagato potrebbe operare la parte offesa”.