NAPOLI. Le condizioni del piccolo Tommaso, il bimbo di 2 anni e 4 mesi trapiantato con un cuore congelato per via di un errore commesso durante la fase dell’espianto, sono stazionarie nella loro gravità. E mentre lui è lì in Terapia intensiva dell’ospedale Monaldi di Napoli, attaccato all’Ecmo che gli consente di continuare a vivere nell’attesa di un nuovo cuore, si consuma un drammatico scontro di pareri sulle possibilità di Tommaso di essere operato per ricevere un cuore nuovo.
Il cuore di Tommy e il bivio dei medici
Ieri è arrivato il parere richiesto dalla famiglia all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. Una richiesta maturata dopo che, come aveva spiegato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori, era «venuto meno il rapporto fiduciario con il Monaldi». E il responso è di quelli che gelano ogni speranza: «Secondo il Bambin Gesù di Roma, il bambino non è più trapiantabile», riferisce Petruzzi. La comunicazione è stata data ieri sera nel corso di un incontro con i vertici del Monaldi. «C’è stato un incontro tra noi, il direttore generale e il direttore sanitario del Monaldi, durante il quale è stato reso noto il parere negativo del Bambin Gesù». La valutazione, precisa il legale, è stata formulata esclusivamente «sulla scorta delle cartelle cliniche inviate dal Monaldi al Bambin Gesù». Ma dall’ospedale napoletano arriva una lettura diversa. Il Monaldi, dove Tommaso è stato operato il 23 dicembre ed è monitorato 24 ore su 24, sostiene che il bambino sia ancora operabile. «Il Monaldi dice che il bambino è trapiantabile», aggiunge l’avvocato.










