Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

12 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:56

Era questioni di ore e, dopo il completamento delle iscrizioni, ora si sa che sono sei persone, tra medici e paramedici, iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli nell’ambito delle indagini sul trapianto di cuore – danneggiato inseguito a una errata conservazione – eseguito su un bimbo di due anni e 3 mesi nell’ospedale Monaldi di Napoli lo scorso 23 dicembre. Si tratta dei componenti delle equipe che hanno effettuato l’espianto dell’organo a Bolzano e il trapianto a Napoli. Al momento per tutti il reato ipotizzato è lesioni colpose gravissime. Le indagini sono coordinate dall’aggiunto Antonio Ricci e dal pm Giuseppe Tittaferrante e delegate ai carabinieri del Nas di Napoli e Trento.

Non tutti i sanitari sospesi dalla direzione del Monaldi nei giorni scorsi risultano indagati. Un altro filone di inchiesta riguarda la chiusura del reparto. Dopo l’emersione del caso – grazie a un articolo del quotidiano Il Mattino – l’azienda sanitaria ha sospeso tre medici dall’attività di trapianti. L’ospedale aveva diffuso una nota in cui si “precisa che tali provvedimenti sono conseguenti alla sospensione del percorso di trapianto pediatrico. La sospensione del programma comporta, infatti, l’esigenza di sospendere gli incarichi di responsabilità relativi alle diverse fasi in cui il processo trapiantologico si articola. Si tratta, in altri termini, di provvedimenti necessari ed esclusivamente legati a esigenze organizzative connesse alla temporanea interruzione del percorso. Sarà l’autorità giudiziaria a ricostruire puntualmente la sequenza degli eventi e ad accertare eventuali responsabilità, valutando i diversi passaggi operativi e decisionali che hanno caratterizzato la vicenda”. Ma il provvedimento – enorme in considerazione – che altri pazienti sono in attesa di trapianto, sarà oggetto di verifica dagli inquirenti.