VENEZIA - «Il meccanismo del cambio era tenuto insieme con un cordino, la barca era rimasta ferma per giorni, domenica era alla sua prima uscita dal cantiere». A 48 ore dall'incidente nautico che ha causato il caos a Rialto, spedendo nove persone al pronto soccorso, emerge una nuova testimonianza che getta una luce diversa su quello che inizialmente era stato considerato un tremendo caso sfortunato, un guasto imprevedibile: tra gli addetti ai lavori circola infatti il racconto di una "gola profonda", un messaggio vocale che descrive i problemi del lancione Alilaguna che domenica mattina è schizzato a tutta velocità da una riva all'altra, sfasciando due gondole piene di turisti e schiantandosi all'angolo di rio del Fontego; problemi che si sarebbero presentati ancora a inizio settimana e che non sarebbero stati risolti prima che la società decidesse di rimettere in servizio il mezzo.
«I comandanti di Alilaguna avevano già segnalato all'ispettore dell'azienda che la barca doveva urgentemente essere riparata afferma la voce registrata Già da quattro o cinque giorni prima dell'incidente i piloti si erano resi conto che il cambio non funzionava e, anzi, era legato con una corda. Ho visto le chat in cui un comandante parlava con l'ispettore, gli spiegava cosa non andava e lui gli rispondeva che la barca sarebbe stata portata in cantiere. Infatti, il giorno prima dell'incidente, sabato, il lancione non ha navigato: è rimasto ormeggiato in cantiere. Domenica invece, non si sa per quale motivo, era tornata a navigare. Quella in cui ha preso in pieno le gondole era la prima corsa che faceva dopo essere stata ferma in cantiere sì, ma non riparata». Interrogato sulla questione, il presidente di Alilaguna, Fabio Sacco, non ha voluto commentare.








