VENEZIA - Barcavelox, limitazioni alla circolazione, sensi unici. Eppure in Canal Grande niente sembra essere cambiato e a ridosso del ponte di Rialto gli incidenti succedono ancora. Domenica la conferma: per un guasto meccanico un lancione Alilaguna impazzito ha scatenato panico e provocato feriti. Due gondole centrate, sette turisti e due gondolieri finiti all’ospedale. Tredici anni fa, nello stesso punto in un analogo incidente - in quel caso era coinvolto un vaporetto di linea - ci fu il morto.
L’assessore Michele Zuin, tra le sue deleghe ha Trasporto pubblico locale e Traffico acqueo: «A Venezia abbiamo bisogno di far convivere battelli del trasporto pubblico, barche da diporto e imbarcazioni per le merci - spiega - Ripeto far convivere, con una serie di limitazioni, senza però creare blocchi alla mobilità. Se poniamo dei divieti alla circolazione facciamo morire il centro storico».
Quindi tutti possono navigare in Canal Grande?
«Ogni cosa è perfettibile, quindi possiamo metterci attorno a un tavolo con le categorie e ragionarci. Però Venezia è una città viva e penso ai residenti, non al turismo. Se blocchiamo, ad esempio, il passaggio delle barche per il trasporto merci, non ne risentono solo gli hotel, ma anche il rifornimento dei supermercati per chi ci abita».








