VENEZIA - Nelle chat veneziane circolava da lunedì, 24 ore dopo lo schianto sotto il ponte di Rialto i telefonini di marinai, tassisti e gondolieri si rimbalzavano quel messaggio vocale in cui una “gola profonda” raccontava tutti i guai del lancione Alilaguna impazzito nel pieno della seconda domenica di Carnevale. Ieri mattina la registrazione in questione è stata inclusa nel fascicolo aperto dal pubblico ministero Marco Magini per chiarire cause e responsabilità della tragedia sfiorata in Canal Grande: due agenti di polizia giudiziaria si sono presentati sotto la redazione de Il Gazzettino e hanno chiesto ufficialmente di acquisire il file; ora è archiviato assieme alle foto che confermano la versione raccontata dalla voce di quell’anonimo addetto ai lavori, scattate dagli ispettori della Procura a bordo della barca, nel primo sopralluogo dopo l’incidente. Ma si tratta solo di un tassello: per fare luce su quanto accaduto serviranno ancora le perizie degli esperti, chiamati a confermare o smentire le tante ipotesi che si stanno rincorrendo in laguna ormai da sette giorni.

Erano circa le 11, il mezzo della compagnia privata di trasporto pubblico aveva scaricato i passeggeri sulle rive realtine quando, improvvisamente, è come impazzito: la manovra che stava completando si è risolta in una brusca accelerata, la barca ha tagliato con un’ampia diagonale il Canal Grande e ha interrotto la sua corsa solo dopo aver distrutto la prua contro un palazzo; da una parte all’altra, ha affondato un pontile, urtato un barcone per il trasporto merci e, soprattutto, sfasciato due gondole cariche di turisti, nove persone in acqua, tra passeggeri e gondolieri.