VENEZIA - «Il pilota aveva tra le mani un aereo che stava precipitando e doveva riuscire, in qualche modo, a farlo atterrare senza lasciare vittime dietro di sé: ce l'ha fatta». Mentre ieri mattina un lancione dell'Alilaguna urtava gondole, ponti, briccole e pontili, un suo collega, marinaio di Avm fuori servizio, si trovava a bordo di un vaporetto della linea 2 diretto verso San Marco. «Ero in piedi, a poppa, a fianco alla cabina del marinaio, quando ho visto il lancione venire verso di noi a forte velocità racconta l'uomo . Ho continuato a guardarlo mentre si schiantava prima contro la parete del ponte di Rialto, poi centrare in pieno le briccole e il pontile del Fondaco dei Tedeschi e infine schiantarsi contro il palazzo a fianco. Sono anch'io un marinaio: ho capito subito che si era trattato di un guasto al cambio e che chi pilotava non poteva diminuire la velocità. Credo infatti che il pilota sia stato davvero bravissimo: è riuscito prima a direzionare la barca in modo tale da non centrare in pieno una barca della polizia locale, poi ha evitato un'altra imbarcazione privata e, secondo me, ha cercato appositamente di colpire le briccole e il pontile pur di riuscire a fermarsi senza fare danni strutturali importanti e senza rischiare la vita. Ha fatto delle "gimkane" da professionista, dimostrando una grandissima abilità».
Incidente a Rialto, «guasto imprevedibile, quel battello è nuovo»
VENEZIA - «Il pilota aveva tra le mani un aereo che stava precipitando e doveva riuscire, in qualche modo, a farlo atterrare senza lasciare vittime dietro di sé: ce l'ha...









